I Sapori di Ciro Curcio

Da oltre 30 anni propone al pubblico prodotti freschi e stagionati di elevata qualità provenienti dal nostro territorio ed in particolare dal Parco Nazionale del Vesuvio, per garantire la politica di produzione a chilometro zero.

L’utilizzo delle tecniche lavorative tradizionali, associate ad un pizzico di innovazione, hanno consentito alla nostra azienda negli anni di mantenere saldi e vivi i sapori di una volta per offrire ai nostri clienti la raffinatezza dei nostri prodotti e a garantirne la tracciabilità.

Trasparenza e Qualità sono le prerogative che ci consentono di lavorare in perfetta sintonia con la natura e di raccogliere, valorizzando quanto di buono e singolare ci offre la nostra terra: il pomodorino del piennolo del Vesuvio.

INFORMAZIONI TECNICHE:

La nostra azienda agricola, con codice produttore DOP: SP015, ha i suoi terreni di coltivazione in località Massa di Somma;

Oltre ad essere produttori, ci avvaliamo della collaborazione di conferitori, con codice SP017, con terreni a San Sebastiano al Vesuvio e SP078, con terreni a Somma Vesuviana.

Inoltre siamo confezionatori di pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, codice SC009, e di prodotti ortofrutticoli tradizionali e biologici; l'ente certificatore è CODEX.

Disponiamo di un centro imballaggio di uova, con codice identificativo, numero V3R4K ; siamo confezionatori di uova allevate con sistemi alternativi.

ENTE CERTIFICATORIO ED ORGANO DI CONTROLLO:

ANALISI EFFETTUATE DA:

Qualche informazione sul pomodorino

Che cosa è il pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP?

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P. (Lycopersicon esculentum) è uno dei prodotti più tipici ed antichi dell’agricoltura campana, tanto da essere perfino rappresentato nella scena del tradizionale presepe napoletano.

Proprietà del pomodorino del piennolo

Il Pomodorino è ricco di Vitamina A e C, di cui sono noti da tempo gli effetti anticancerogeni, di sali minerali quali Calcio, Fosforo e Potassio, indispensabili per il corretto funzionamento del cuore e dei muscoli, e di Licopene, che esercita nell’organismo un’azione antiossidante, stimolando la produzione di enzimi che bloccano l’azione cancerogena dei radicali liberi.

Da sempre coltivatori del pomodorino

Siamo fieri di poter affermare che siamo stati tra i primi a proporre il pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, in varie tipologie di conserve.

Col tempo abbiamo sviluppato un rapporto di sinergia con i migliori produttori del territorio.

Leggenda

Narra la leggenda che Lucifero plasmò il Golfo di Napoli rubando un pezzetto di Paradiso. Le lacrime che Gesù, addolorato per il furto, riversò sul vulcano impreziosirono la terra. Così la fertilità del suolo rende l’area vesuviana terra di produzioni ortofrutticole senza rivali fin dalla più remota antichità.
VESUVIO: il Vulcano dalle mille delizie.
Terra, aria e acque conferiscono qui ai prodotti agricoli un sapore inimitabile.
Cuore e baricentro della Regione Campania, il Parco Nazionale del Vesuvio è un territorio ad assoluta vocazione agricola e offre una gamma di “tipicità" fra le più ampie in Italia.

Alla base di cotanta ricchezza c'è una fortunata combinazione di condizioni pedoclimatiche ideali: in primis la natura dei suoli; terreno asciutto, collinare ma soprattutto vulcanico e, quindi, ricco di elementi minerali naturali tra cui calcio, fosforo, zolfo e soprattutto potassio.
A completare questo miracolo della natura concorrono poi un clima mite e soleggiato, beneficamente influenzato dalla brezza del mare Tirreno.
A ridosso del golfo più bello del mondo si estendono le campagne più fertili della penisola, quella “Campania Felix" che era orto e vigneto della Roma imperiale.
Delimitato ad Ovest dallo straordinario paesaggio vulcanico dei Campi Flegrei, ad Est dai terrazzamenti fioriti della Penisola Sorrentina, il fertilissimo comprensorio del Vesuvio, fin dalla più remota antichità, può vantare una produzione ortofrutticola senza rivali.

Cenni storici

La coltivazione del Pomodorino del Piennolo sulle falde del Vesuvio ha senza dubbio radici antiche e ben documentate. Per limitarci alle testimonianze storiche più illustri, notizie sul prodotto sono riportate dal Bruni, nel 1858, nel suo “Degli ortaggi e loro coltivazione presso la città di Napoli”, ove parla di pomodori a ciliegia, molto saporiti, che “si mantengono ottimi fino in primavera, purché legati in serti e sospesi alle soffitte”. Altra fonte letteraria attendibile è quella di Palmieri, che sull’Annuario della Reale Scuola Superiore d’Agricoltura in Portici (attuale Facoltà di Agraria), del 1885, parla della pratica nell’area vesuviana di conservare le bacche della varietà p’appennere in luoghi ombrati e ventilati. Francesco De Rosa, altro professore della Scuola di Portici, su “Italia Orticola” del novembre 1902, precisava che la vecchia “cerasella” vesuviana era stata via via sostituita dal tipo “a fiaschetto”, più indicato per la conservazione al piennolo. Il De Rosa è anche il primo ricercatore che riporta in modo esaustivo l’intera tecnica di coltivazione dei pomodorini vesuviani, facendo intendere così che si stava sviluppando nell’area un’intera economia intorno a questo prodotto, dalla produzione delle piantine da seme alla vendita del prodotto conservato. Anche il prof. Marzio Cozzolino, della Facoltà di Agraria di Portici, nel suo testo del 1916, concorda con le fonti precedenti, sia sulla descrizione varietale che sui metodi di produzione, dedicando intere parti del testo a descrivere minuziosamente la tecnica colturale e soprattutto fornendo dati, anche economici, che aiutano a capire la laboriosità e la complessità di questa tipologia di prodotto.